18 settembre 2009

E'morto Gallito figura storica della destra italiana

Caro giovane decumano,
consentimi di rendere pubblica la mia risposta alle tue obiezioni telefoniche di ieri sera.
Mi hai chiesto cosa ne penso, come giudico la morte di BARTOLO GALLITTO, insinuando che sono contento di questo avvenimento.
No, amico, non sono contento e per due motivi: uno religioso poiché la mia formazione cattolica m’impedisce di odiare e mi obbliga di chinarmi, sempre , davanti a Sua Maestà la Morte, per cui ho fatto mio l’antica scrittura “oltre la morte non vive ira nemica”.
Il secondo motivo…rimane aperta una grossa partita tra Bartolo Gallitto e il sottoscritto e questo va a detrimento di alcuni fatti storici che erano ormai sulla via della verità, dopo anni di distorsioni , di occultamenti , di menzogne , eccoli:
partendo dalla notte del 7 dicembre 1970,la notte del c.d. “golpe Borghese”, com’è ormai passato alla storia.
Tu hai letto il mio libro “Affondate Borghese!” per cui conosci i fatti relazionati a detto evento ma poco sai del dopo, di quanto è emerso a seguito di questa mia battaglia per scrollare di dosso al Comandante Borghese la cattiva fama di golpista da operetta al fine di screditarlo. Molto ho già pubblicato sul mio blog http://ilrepubblichino.blogspot.com/ .con precisi riferimenti a personaggi che gravitavano, in terra di Spagna, intorno alla figura del Comandante , con speciale riferimento a Stefano Delle Chiaie detto il “Caccola”, ma negli ultimi tempi sono accaduti eventi tali che anche Bartolo Gallitto si è trovato al centro di queste indagini storiche che riguardano la figura del Comandante Borghese.
Amico, a questo punto devi sapere che io sono uscito da un certo ambiente politico (MSI) nel 1956 e non volli più sapere di politica limitandomi alla lettura e allo studio della storia della 2à guerra mondiale a cui avevo partecipato nella R.S.I. quale legionario della G.N.R.. Questo mio distacco dalla politica ed il mio successivo espatrio in Spagna (1960) alzarono una barriera di incomunicabilità tra il passato e il presente, dimenticando l’attualità politica del mio Paese.
Negli anni ’50 avevo conosciuto Bartolo Gallitto, militante (in carriera) del MSI; allora molti di noi parlavamo il linguaggio della RSI: Italia- Repubblica- Socializzazione ed eravamo più vicini al “Pensiero Nazionale” di Stanis Ruinas o al “Rosso e Nero” di Alberto Giovannini che non al “Secolo d’Italia” di Franz Turchi. Nel ventre del MSI si stava già formando il mortale virus della Destra che non mancò di esplodere nel 1956 quando al MSI veniva aggiunta la sua vera identità. “Destra Nazionale” . Espatriai in Spagna, come ho già scritto e quello da me vissuto in quel Paese l’ho documentato nel più volte richiamato mio libro dal titolo “Affondate Borghese!”.
Accadde che nell’anno 2007 ricevetti una telefonata da un certo Daniele Lembo il quale mi offriva di partecipare a un dibattito che si sarebbe tenuto in Cisterna di Latina avente come argomento “il golpe Borghese”. Era l’anno che la mia salute non andava bene e quindi mi vedevo costretto a rinunciare per un viaggio così duro ma il Sig. Lembo in alternativa mi propose di parteciparci collegato per via telefonica. Accettai felice in quanto potevo dire finalmente in pubblico quel che avevo vissuto in prima persona in quella maledetta notte del 7.12.70…Una mera illusione. Il Sig. Lembo mi presentò al pubblico presente nella sala e poi mi concesse la parola…per mezzo minuto!!!!. Il tempo di rispondere alla domanda:se credevo nel golpe: no, non ci credo e ne spiego le ragioni. Grazie e clic, mi tagliarono il collegamento…
Ma chi è questo Daniele Lembo? Lo immaginai dopo, quando alcuni amici presenti al convegno mi informarono che ci sono stati solo due oratori ufficiali: Adriano Tilgher e un ex-ordinovista…Tilgher, l’amico del cuore di Delle Chiaie – culo e camicia, come si diceva di loro a Roma .Il tentativo di golpe da parte di Borghese ci fu…Lo storico Daniele Lembo pagato – ci sono varie forme per essere compensati – per sostenere una teoria questa volta non da “copia e incolla” come sono normalmente i suoi articoli di carattere storico ma suggeritagli dal “clan dei destraioli”…Ed è questo “emerito storico” che con la sua servile messa in scena di quel convegno sul golpe, ha contribuito a .svelare alcuni comportamenti a dir poco “strani” di Gallitto durante il suo servizio militare nelle file della Xa MAS. Presi contatto telefonico con Gallitto, dopo avergli inviato il mio libro, pregandolo di organizzare a Roma un convegno sul c.d. “golpe Borghese” dove io avrei figurato come relatore con la possibilità di dare la parola a chiunque dei presenti lo desiderasse. Ancora mi fischiano le orecchie per le critiche alla mia persona (proporre un simile convegno..da pazzi!) ma soprattutto le critiche rivolte al Comandante Borghese che non volle ascoltare i suoi saggi consigli di rinunciare a quel golpe…
Amico decumano, quel che accadde poi è tutto riportato nel mio blog http://ilrepubblichino.blogspot.com/ .
E adesso la morte di Gallitto.
E il pianto di tutta la destra con a Capo Gianfranco Fini che con Gallitto ha perduto uno dei nove saggi del Comitato che ha sancito la confluenza di Alleanza Nazionale al Partito della Libertà…E poi di seguito tutta la nomenklatura nota e meno nota, da Gasparri, Alemanno alla sindacalista Polverini… La stampa non lo pubblica ma certamente al funerale di Roma era presente anche il noto “Caccola”, alias Stefano delle Chiaie, amico e sodale di Gallitto, colui, il Caccola, che nella sua sporca vita di servitore dei “servizi” ha avuto un solo momento di pentimento quando dichiarò:
"ho le mani sporche di sangue per i nemici uccisi e per i camerati morti per causa mia”
(non ti preoccupare per me ,giovane amico aspirante decumano: per molti anni hanno tentato di fare il tiro a segno con la mia persona ma, come ripeto, sono un credente e il buon Dio…Comunque, le prove di questa affermazione del Caccola sono custodite a “futura memoria” presso la Digos della mia città oltre a persone di mia fiducia). E la dichiarazione di Gasparri , capogruppo dei senatori del PDL, che definisce Gallitto “uomo di fiducia” di Almirante, come anche fu l’uomo di fiducia di Almirante (e di Fini, dopo la sua morte) il noto massone Laffranco Luciano che quando morì anni fa
Perugia fu tappezzata di manifesti a lutto di varie logge massoniche che piangevano la morte del loro fratello e maestro Luciano Laffranco, al punto che lo stesso Fini dichiarò che qualsiasi decisione importante doveva prendere in sede politica sentiva prima il parere di L’affranco…
E allora, con un Almirante che incita i giovani a sparare ai nemici “rossi” ad altezza d’uomo; che protegge un assassino di tre carabinieri (Peteano..); che alimenta l’odio tra i giovani che hanno la sola colpa di ..essere giovani; che poi, contraddicendo se stesso, invoca la doppia pena di morte per i terroristi di destra…Questi sono i consigli di Gallitto al suo capo Almirante…?
Ebbene, amico, che “c’iazzecca” Il Comandante Borghese con questa marmaglia, con questa fogna?
Uscì – nel 1967 – dal Movimento Sociale di Almirante e fondò il Fronte Nazionale: e qui il mio dispiacere per la morte di Gallitto…Chissà, avrebbe potuto anche confessare cosa consigliò ad Almirante in quella circostanza dove il Comandante fu colpito da “pancreatine acuta”, posto che non credo che la mia denuncia penale alla Procura della Repubblica di Roma per conoscere l’assassino di Borghese possa dare dei risultati positivi a causa del tempo trascorso.
Onore al Comandante Junio Valerio Borghese: DECIMA!
Angelo Faccia

29 luglio 2009

il contenuto è di per sè molto eloquente

From: <salastampa@xflottigliamas.it>
To: "cicerone 1931" <cicerone1931@yahoo.com.ar>
Sent: Saturday, July 25, 2009 7:33 AM
Subject: Re: La Cambusa

Non c'è proprio bisogno di dirlo in spagnolo,ho avuto in lei un ottimo maestro in"besugaggini".Ma visto che si preoccupa tanto del perchè non hanno fucilato Gallitto,midica perchè non hanno fucilato lei,decorato dell'ultimaora:era già in Svizzera o era passato ai suoi amicimontanari.Dopo aver abbandonato ignominiosamente il suoCapo,assieme al resto delle b.n e gnr c'é da aspettarsi ditutto da parte di forze armate politiche.Stia pure con imarinai,non piange nessuno.Noi saremo sempre X^-RSI.Buffonedi corte lo hanno già assunto?

Quanto sopra è il messaggio pervenutomi dal Sig. Minelli, vice dell’on.le Bartolo Gallitto. A questo punto ritengo gravemente offesa la mia dignità di uomo e di ex-combattente in camicia nera della RSI per cui considero definitivamente seppellito ogni argomento riguardante la persona del suddetto Minelli, come pure quella del suo diretto superiore B. Gallitto.Per quanto riguarda quest’ultimo, io mi ero impegnato a dare una risposta a quanto da lui pubblicato nel sito della Decima riguardante la sua carriera militare, impegno che allo stato posso soddisfare solo parzialmente, dato alcune altre verifiche in corso e che verranno rese note quando saranno reperiti i documenti da ricercare negli archivi USA, come l’interrogatorio reso da Bartolo Gallitto al momento dell’arresto da parte degli alleati.Al momento si può dire con certezza che Gallitto ha mentito e segue mentendo quando afferma di aver ricevuto una medaglia d’argento al valor militare con motivazione segreta. Un uomo quindi abituato a mentire, soprattutto quando fa riferimento al Comandante Borghese, chiamandolo a testimone…A questo punto esco dal riserbo che mi ero imposto, di non divulgare una mia letterascritta di getto e con l’animo a pezzi diretta a Bartolo Gallitto, e che ora pubblico qui di seguito:
Signor Avvocato BARTOLO GALLITTO
Roma 00195 .- Via Nicotera Giovanni, 29
Egregio Avvocato,un piccolo episodio storico.Quando Togliatti rientrò dalla Russia, a Napoli vi erano molti compagni ad attenderlo e al vederlo urlarono: Palmiro, Palmiro…Come stai ? E pacche sulle spalle…Al che Togliatti rispose: compagni, adesso possiamo anche darci del Lei…Distanze, distanze…Gerarchia dei valori della politica.Gerarchia dei valori morali, con Lei Avvocato Gallitto.. E’ il senso della distanza che prendo da Lei.Innanzi tutto io non Le devo nulla , mentre Lei deve qualcosa a me: un grazie per il libro che Le ho inviato e che Lei dice di aver letto tutto – lo ha divorato? E’ vero che non me l’ha richiesto tuttavia è bon ton ringraziare…Ma già a Lei tutto è dovuto…Lei è l’avvocato arrivato, colui che dava del TU a Borghese e che lo giudica un imbecille… Ma proprio un fesso ‘sto Borghese che disattende i saggi consigli del grande avvocato-politico Bartolo Gallitto…!!Che pena che mi ha fatto poco fa quando ho parlato con Lei…Parole, parole e poi parole fumose, di critica a Borghese – cazzo, ma l’avvocato Gallitto è una persona saggia, è un superman della Xª e Borghese un suo sottoposto! – e la mia mente, i miei ricordi andavano al tempo del mio umano sodalizio madrileño con il Principe…No, grazie a Dio, la Xª non siete voi, presuntuosi giudici di un Uomo che non siete degni di nominare.Lei, avvocato, mi ha ricordato – quando mi ha investito di parole, parole e parole – il buon Leo Longanesi: gl’italiani hanno alzato una bandiera con scritto TENGO FAMIGLIA….E Lei è un tipico esempio di italiano con ben visibile questa bandiera. Affari Suoi, ma lasci però in pace, da questo momento, la memoria storica del Comandante Borghese: ci pensano le camicie nere a custodirla e difenderla.E si ricordi, avvocato, che la “comare secca” non risparmia nessuno, neanche Lei, e voglio poi vedere se dinnanzi a quel Giudice che nessun azzeccagarbugli può ingannare, le Sue parole, parole e parole la potranno assolvere dal reato di millantato credito propagandando l’imbecillità congenita del Comandante Borghese che non ascoltò i consigli del grande Cicerone-Gallitto… A quando la notizia che la più grande macchina bellica della Marina Italiana – la Xª - è stata in realtà pensata, realizzata e comandata dal Comandante Bartolo Gallitto? Come sono finiti male certi “decumani”, che pena! Pg. 15-03-07
Angelo Faccia

Da quanto sopra di evince che tipo di considerazione ha il Gallitto del Comandante Borghese…Andreotti è stato il più “clericale” dei politici italiani e pertanto aperto a tutte le astuzie mentali: a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca…Quindi io non posso pensar bene di Gallitto quando spudoratamente afferma di aver consigliato prima e poi rimproverato a Borghese la sua partecipazione al c.d. golpe del 7.12.70…Cerca poi di addolcire la pillola parlando di riunione di decumani che solo “sconsigliano” a Borghese di dare il suo assenso al “golpe” in quanto la cosa puzza di bruciato…Ma in realtà, on.le Gallitto, di chi era, come idea, quel golpe che ha sortito il solo effetto di incrinare il gran carisma internazionale di cui godeva Borghese? E sì, da Teseo Tesei, Visintini, Durant de la Penne, e tutta la sua leggendaria squadra di sub che hanno meravigliato il mondo e che hanno fatto dire a Churchil: “Borghese è l’unico italiano che ha vinto la seconda guerra mondiale”, insomma, da questi uomini, Borghese sarebbe passato al mitico “Caccola” – Alias Stefano Delle Chiaie – che manda ad occupare il Viminale da quattro ragazzini; con le Guardie Forestali di Citta Ducale che, marciando su Roma, si rendono conto che piove e…ritornano alla base! A questo ha voluto ridurre Borghese – una macchietta da avanspettacolo – il “nostro” Gallitto con alcuni altri decumani del suo giro. Tutto ciò considerando la personalità di Borghese da un punto di vista oggettivo, senza contare quel che ebbe a riferirmi personalmente durante le nostre “tartullas madrilenas”, dialoghi madrileni…Su, avanti Gallitto, confermi che la parola di Borghese equivale a quella di un quaquaraquà… Che pena questo virgulto novantenne certamente affetto da arteriosclerosi…rincoglionimento senile..boh…Ma che altro pensare di quest’uomo – carrierista come pochi altri – che paga un suo debito storico con Delle Chiaie onorandolo di presentare i libri della Decima nella sede della sua associazione…? No, basta così. No, un’ultima cosa: i camerati della Decima di Milano hanno inserito la pubblicità del mio libro sul loro foglio La cambusa perché credono alla unica veritiera versione pubblicata sul c.d. golpe Borghese. Sono solamente amici e camerati che mi rispettano perché non entro nelle loro questioni interne all’Associazione: ho la mia di associazione della GNR e mi basta. E su loro posso dormire tranquillo mentre…non è certamente una posizione “politicamente corretta” la mia sostenere la estraneità del Comandante Borghese al golpe – vero Gallitto? Non parlava con Lei delle Chiaie la notte del golpe? – e quando iniziai a diffondere il mio libro quanti attentati ho subito….! Borghese era un golpista buffone e tale doveva rimanere…E siccome ci sono personaggi ancora in vita che giravano intorno a Borghese, due mesi fa ho depositato presso la DIGOS della mia città una certa documentazione a “futura memoria”, oltre a mani amiche nel caso si dovesse ripetere il tiro a segno sulla mia persona.
Angelo Faccia

16 luglio 2009

risposta a Bartolo Gallitto

Estrapolato dal sito della Decima -Roma:

Ho ricevuto questa lettera,con allegata documentazione, dal nostro Presidente. Ritengo debba essere letta ,non solo da me,ma,da tutte quelle persone,al corrente e non,delle infamanti illazioni ed accuse,"lanciategli" dal webmaster del sito IL REPUBBLICHINO che oltre ad essere stato nominato"presidente di sezione"a Perugina dall'N.P. Di Emiddio,che guida un gruppo non ben definito e che usa il nome della Associazione X^come copertura,vanta la sua appartenenza a reparti combattenti della GNU,aggregati alla Divisione Etna.Non mi permetto di mettere in dubbio quanto asserisce la persona in questione,riguardo il suo stato di servizio,ma solo di leggere molto bene quanto pubblicato di seguito

Caro Franco, è accaduto che, mia figlia, navigando su internet, si sia imbattuta ne “il Repubblichino”, pagine 19, 14 maggio 2009. Fine caso Gallitto.”. Viene servita una nuova versione della mia biografia che, pubblicata da VilKipendia, non sarebbe mai stata da me smentita. Io ignoro cosa sia VilKipendia, ma conosco chi ha redatto le suaccennate 19 pagine: è il solito personaggio, anche da Te ben conosciuto, il quale, da molto tempo, progetta di farsi pubblicità a mie spese. Poiché non casco nella sua rete, egli continua a provocarmi, insultandomi, non rendendosi conto che la mia generosa tolleranza è dovuta ad antica comune militanza nel M.S.I.: poiché tutte le sue chiacchiere, relative ai suoi rapporti con il Comandante Borghese, con Delle Chiaie, etc., etc., non hanno per me alcun interesse, egli tenta di suscitarlo facendo leva su tre argomenti: le mie “dubbie” decorazioni al V.M., il mio “equivoco” comportamento processuale, la mia appartenenza alla massoneria. Poiché, purtroppo, predetti ultimi argomenti, hanno suscitato l’interesse di taluni “ curiosi maldicenti”, subdolamente istigati, ancora una volta, sono costretto ad un non gradevole esibizionismo per spiegare e documentare.
------------------------------------------------seguono vari documenti.

A Bartolo Gallitto: senza preamboli. Ho un nome e cognome e pertanto non farne uso è sintomo di vigliaccheria in quanto temi che io possa sparati un querela per ingiurie e diffamazioni - unitamente al tuo scudiero Franco (Minelli?)- . E andiamo alla tua risposta, dato che il "repubblichino" sono io.
1- mi rifiuto categoricamente di credere che tu non conosci Vikipendia, sia personalmente che attraverso familiari e amici e che è la prima volta che prendi conoscenza della tua biografia militare.
2-Quel che dice il tuo scudiero Franco è del tutto falso: io non faccio parte dell'Ass.ne Decima Mas e tanto meno sono il delegato di Perugia. Anche i sassi conoscono la storia di quel vostro Di Emiddio che m'investi, motu proprio, della carica di Delegato per Perugia dell'Ass.ne Decima Mas, carica durata l'arco di un giornata...Sono troppo orgoglioso di aver indossato la camicia nera nella G.N.R. per cambiarla con qualsiasi altro reparto della R.S.I..
3- Tutta la tua documentazione allegata - se veritiera - sarebbe in linea con il mio pensiero in quanto NON HO MAI ASSERITO CHE GALLITTO HA TRADITO: HO SEMPRE SCRITTO E DETTO "SPERIAMO CHE GALLITTO RIESCA A DIMOSTRARE DI NON AVER TRADITO I SUOI COMPAGNI D'ARME,PER IL DECORO DEL COMBATTENTISMO REPUBBLICANO", considerata quella biografia tronca, senza la parte finale del processo della Corte Alleata.Una documentazione comunque da esaminare posto che gran parte è incomprensibile, così scannerizzata . Circa poi le tue affermazioni verbali, è tutto da dimostrare ben sapendo che la persona chiamata in causa - il Comandante Borghese - non potrà smentire le tue "glorie"...
Un'ultima considerazione: dici, tra le altre menzogne, che verso Delle Chiaie non hai alcun interesse. A questo punto, indipendentemente dal tuo dubbio passato militare, credo che non vale proprio più la pena avere a che fare con un personaggio come te...Come fai a sostenere una menzogna così grande quando su internet c'è ancora la pubblicità del libro sulla Decima che tu presenti presso la sede dell'associazione di Delle Chiaie, "punto zenith"...! E già che sei amico di Delle Chiaie, alias Caccola, chiedigli per Dio di vuotare il sacco una volta per tutte e dire pubblicamente con chi parlava la notte del 7.12.70 a proposito del golpe...In una recente intervista rilasciata alla giornalista Antonella Ricciardi, Delle Chiaie sostiene che il golpe c'è stato ma che non può parlare perchè ci sono personaggi viventi, nonostante il tempo trascorso, che potrebbero essere incriminati per il tentativo di golpe. Ma Delle Chiaie non è avvocato mentre tu si, e allora fagli capire che dopo circa 40 anni il reato di tentativo di golpe è prescritto e che l'unico reato che non si estingue mai è l'omicidio. Chi aveva interesse a screditare il carisma del Comandante Borghese addossandogli la reponsabilità di un golpe pagliaccesco, comico, da avanspettacolo?
Tu Gallitto, nobile decumano, sostieni che hai tentato di fermare Borghese durante la fase di preparazione del golpe...Provo per te una gran pena...Forse, anzi senza forse, la mia grave colpa è stata quella di aver vissuto un lungo periodo vicino al Comandante Borghese, unico combattente della RSI con le mani pulite - non ero tra quella genia di delinquenti neofascisti che ricercati dalla magistratura italiana godevano della protezione del Caudillo. Da Lui, da Borghese, ho ricevuto confidenze, la sua volontà di combattere per andare fino in fondo al fine di scoprire i veri autori dello "scherzo" del golpe, amicizia vera, cameratismo...E' questo che ti brucia, Gallitto?
Per ultimo: cui prodest la morte di Borghese? Delle Chiaie, appoggiato dai servizi, quando veniva a Roma s'incontrava con te o con Almirante? Sai, comincio a dubitare che quegli incontri erano tra Almirante-Delle Chiaie: Almirante era già segretario generale del MSI e che cosa ci faceva dell'ulteriore carica di Presidente del Fronte Nazionale? Delle Chiaie supericercato da tutte le polizie d'europa e considerato che per una poltrona tu non hai esitato a citare in giudizio il tuo stesso Comandante Buttazzoni(che non approvava il tuo operato)e altri combattenti della Decima, non mi meraviglia punto che tu, carrierista nato, avresti desiderato la poltrona di Borghese Presidente del Fronte nazionale...Ma Borghese, duro, non cedette....Tu massone? Si, sicuramente come mentalità, come abitudini da intrallazzatore...Tu un cattivo maestro ? Così ti ricordano i non più giovani di Roma quando tu eri federale del MSI Tu esecrato e criticato per i tuoi maneggi anche economici nei confronti dell'Unione Naz. comb. RSI...Ce ne sarebbe da dire ma meglio tagliare quì con un consiglio: fesso, non ti porti nulla nell'aldilà e quì in terra per le tue numerose cazzate non ti ricorderà nessuno...Riflettici. Angelo Faccia
Post scriptum: dimenticavo di far conoscere - le nostre vite sono state lunghe - il tuo eroico gesto di fedele vassallo di
Almirante. Ti chiesi un appuntamento(a quell'epoca eri consigliere comunale di Roma) e ci vedemmo nei pressi di Piazza Venezia a Roma, mi facesti salire sulla tua auto e ti parlai del perchè ti chiesi quell'incontro: citare in giudizio Giorgio Almirante per i danni che mi provocò quando vivevo in Spagna. Attraverso l'altro suo vassallo Delle Chiaie voleva che io mettessi a sua disposizione i miei conti correnti bancari per ricevere da Roma una grossa somma di denaro da destinare ad un'operazione chirurgica alle corde vocali di Ciccuttini, uno degli assassini dei tre carabinieri di Peteano...Mi rifiutai decisamente per non rendermi complice morale di un assassinio. E Delle Chiaie mi fece pagare caro quel mio rifiuto...Quando hai saputo i motivi della mia intenzione di promuovere una causa nei confronti di Almirante, sei sbiancato in volto e balbettando mi invitasti a screndere dalla tua auto perchè avevi fretta di arrivare in Campidoglio...anche se ci trovavamo sotto la scalinata del Campidoglio...Tu, complice di un criminale quale fu senz'altro Almirante, per cui stona la tua appartenenza al mondo dei combattenti della RSI.

Da Rinascita 14 lugglio 2009



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14 maggio 2009

Fine caso Gallitto

"[…] Gallitto Bartolo, agente nemico, 17 aprile 1945 […] Gallitto Bartolo, di Enrico e di Marano Carmela, nato il 1° agosto 1921 a Floridia (Siracusa), dottore in Legge, ex NP, residente in via Saverio Correra n. 70, Napoli, e in via Garibaldi 112, Floridia. […] Nell'ottobre del 1943 (Roma è già stata occupata dai tedeschi, nda), in piazza Colonna, il soggetto è in compagnia del tenente Ceccacci Rodolfo. Qui, i due incontrano il comandante Junio Valerio Borghese che, riconosciutili, li invita ad arruolarsi negli NP che si stanno ricostituendo (in piazza Colonna, nella Roma occupata dai nazisti, opera anche il gruppo "Sabotatori - Attentatori" di Tommaso David, in collaborazione con August Ludwig, alias 'Brentano' dell'SD tedesco, nda). I due accettano e il giorno dopo si presentano al ministero della Marina, dove incontrano il capitano Buttazzoni e il tenente Anassagora Serri. Assieme a Ceccacci, il soggetto si reca allora a La Spezia. […] Nei primi giorni del 1944, il soggetto incontra il maggiore tedesco Von Thunn, ufficiale di collegamento tra i tedeschi e le squadre speciali italiane. […] Gli uomini di queste squadre sono addestrati all'uso degli esplosivi con l'obiettivo di distruggere strade, ferrovie e fortificazioni nell'Italia liberata. […] Dopo la liberazione di Roma, il soggetto e Locatelli Gino raggiungono Napoli con mezzi di fortuna e si sistemano a casa del soggetto. […] Nell'agosto 1944, il soggetto si mette in viaggio per la Sicilia e arriva a Floridia (Siracusa) circa dieci giorni dopo. […] Nello stesso periodo, in città, il soggetto incontra il siracusano Fontana, ex membro degli NP, che il soggetto aveva conosciuto a Tarquinia. A detta del soggetto, il Fontana aveva disertato e si era nascosto a Floridia. […] All'inizio di settembre 1944, il soggetto torna a Napoli. […] Sulla via del ritorno, il soggetto incontra l'ex milite del battaglione San Marco Antonio Misiani, un calabrese che pochi giorni dopo arriverà a Napoli. […] Un giorno, in piazza Amedeo, a Napoli, Antonio Picenna (un neofascista amico di Gallitto, nda) presenta al soggetto Ioele Rosario ('Enotrio'), che inizia ad illustrare il movimento politico neofascista che intende organizzare al sud. […] Il soggetto replica che, dopo essere giunto a Napoli, la sua radio ricetrasmittente è andata in panne, così impedendogli di mantenere i contatti radio con il nord. Inoltre, i suoi compagni di squadra sono stati quasi tutti arrestati. Il soggetto aggiunge inoltre di contare sull'aiuto dell'organizzazione di Ioele. In cambio, avrebbe aiutato Ioele a spedire informazioni politiche al nord. Ioele accetta (nei giorni seguenti, Gallitto presenta Locatelli a Ioele. I tre discutono del viaggio clandestino di Locatelli al nord e del suo successivo ritorno a Napoli, cfr. l'interrogatorio di Locatelli, nda). […] Il 15 dicembre 1944, il soggetto è arrestato dai carabinieri e dall'Fss (Field security service) britannico e condotto al Centro per il Controspionaggio di Napoli (ma confessa di appartenere ai commandos della Decima Mas solo nel marzo 1945, dopo la cattura di Locatelli e di Ioele, nda). […] Commento del maggiore dei carabinieri Camillo Pecorella, capo del Centro per il Controspionaggio (Sim) di Napoli: […] il soggetto è un giovane colto e intelligente e, constatando che vi sono numerose prove sulla sua appartenenza ai servizi di intelligenza germanici, ha deciso di confessare. […] Il soggetto dovrà essere processato da una corte militare. […]."
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Fino a questo punto la biografia di Gallitto pubblicata da Vikipendia e mai smentita dallo stesso. In privato ho chiesto più di una volta a Gallitto di pronunciarsi su questo capitolo molto oscuro della sua vita: i suoi Camerati del btg. Vega catturati dagli alleati dietro le loro linee venivano rapidamente processati e fucilati, come è dato da vedere nel documentario realizzato dagli alleati dal titolo“Combat Film” nella cava di S. Angelo di Formis (Santa Maria Capua Vetere) mentre il Gallitto è scampato alla fucilazione, pur avendo confessato la sua appartenenza al btg. NP , ai servizi germanici. E’ un punto che deve chiarire l’ex commilitone Gallitto: cosa ha dato in cambio agli alleati per la sua pelle? Il dubbio è lecito in quanto gli alleati sono stati spietati verso i combattenti della RSI che operavano dietro le loro linee.
E già che ci siamo, Gallitto, chiarisci anche l’origine , le motivazioni delle decorazioni che vanti di esserti guadagnate: Medaglia d’argento, Medaglia di Bronzo e Croce di Ferro...
E ancora: considerata la tua sete di poltrone, dietro la "pressione" del tuo caro amico "Caccola" -alias delle Chiaie, per i giovani che non sanno - verso il Comandante Borghese affinchè "cedesse" la Presidenza del Fronte Nazionale allo stesso "Caccola", mi domandavo, allora in Spagna: ma che cazzo vuole sto Caccola....? La Presidenza di un movimento politico ma per farne cosa, dal momento che è ricercato da tutte le polizie d'Europa? Un dubbio che mi ha "torturato" per molti anni...Ma adesso..., vista la tua grande amicizia con il "Caccola", al punto che lo stesso ti consente l'uso della sua associazione "punto zenith" per presentare i libri della Decima Mas, mi domando se non si trattava di una cessione di poteri per conto terzi, ossia che il Caccola agiva per tuo conto, già da allora ambivi ad avere una poltrona dove si fosse seduto il Comandante Borghese...E di poltrone ne hai fatta una collezione: Montecitorio, Campidoglio, INPS, C.S.M....Ti mancava la poltrona più prestigiosa: quella occupata da Borghese quale Presidente dell'Ass.ne Combattenti della Decima Mas e svanito il sogno di occupare quella della Presidenza del Fronte Nazionale - il cui rifiuto costò ragionevolmente la vita al Comandante della Decima Mas - alla tua giovane età di quasi 90 anni...Come combattente della RSI mi vergogno di considerarti un mio commilitone - anche se non nella stessa arma - dal momento che non hai avuto alcun tentennamento nel citare in giudizio i tuoi commilitoni decumani per rivendicare la poltrona di Presidente dellìAss.ne Decima Mas... Una personalità, la tua, degna di essere analizzata da un equipe di psichiatri...E anche quella dei tuoi scarsi seguaci. Non vale più la pena seguire le bizze di un novantenne megalomane arteriosclerotico: alla tua età è pronta una degna poltrona nel cerchio dell'inferno dantesco dove sono condannati gli egoisti, i bugiardi, i falsari e....i traditori, se prima di spirare non dai una spiegazione credibile di come ti sei salvato dal plotone di esecuzione alleato. Chiudo così il capitolo Gallitto, certo che il "nostro" Bartolo continuerà imperterrito a "pavoneggiarsi" come degno successore del Comandante Borghese , forte della senilità di quei quattro vecchietti che ancora lo seguono... e anche forte, in sede istituzionale, delle antiche "amicizie" con i rinnegati che fanno capo a G. Fini. Angelo Faccia- Div.GNR-ETNA  

15 marzo 2009

Il delfino di Borghese ...

E allora decumani, siete ormai paghi della vostra ignavia, del vostro stupido gloriarvi di aver appartenuto a un'unità militare d'èlite mentre permettete - ormai da oltre trent'anni - che il Comandante Borghese, il vostro immeritato Comandante Borghese, sia ancora diffamato, vilipeso, ridicolizzato? Leggete cosa pubblica la rivista Europeo del corrente mese di marzo...Il malfamato "Caccola" Delfino di Borghese!!! Mentre io rischiavo la vita per difendere il Comandante Borghese dalle grinfie del suo "delfino" - come ho ampiamente documentato nel mio libro "Affondate Borghese!"- voi, super-eroi della Decima, dove eravate? E adesso, dove siete ? Riconfermo il mio punto di vista che la Decima è morta l'8-9-1943 con Teseo Tesei, Visentini -, Durant de la Penne e quei che operarono sul mare, ammirati in tutto il mondo. C'è stato bisogno di una camicia nera della GNR - il sottoscritto - per difendere il combattentismo della RSI e soprattutto uno dei suoi più prestigiosi capi militari: Junio Valerio Borghese. E le vostre liti interne all'Associazione sono un'indice del vostro, per molti, indecoroso tramonto, con in testa il "super-eroe" Bartolo Gallitto, tanto amico del "delfino" di Borghese al punto da ospitarlo nei suoi locali per presentare i libri sulla decima mas. Mala tempora current.... Angelo Faccia

L' economia di Salò. Un convegno in Città

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21 febbraio 2009

Il mitico Nino Buttazzoni

Il motto del battaglione Nuotatori Paracadutisti: 'Più buio di mezzanotte non viene'. 
In breve, la storia. 
Agli ordini: Cap. G.N. Nino Buttazzoni 
Costituito il 27 ottobre 1943 a La Spezia. 
Si componeva: 
- Comando e Comp. Comando
- 1a, 2a, 3a, 4a, 5a Comp.
- Comp. Sabotaggi - NESGAP “ Ceccacci”. I Nuotatori, Esploratori, Sabotatori, Arditi, Guastatori e Paracadutisti furono un gruppo a sé stante autonomo, in contatto e distribuiti negli altri reparti N.P. 
Si decentrò a Jesolo per l'addestramento ed operò in funzione antipartigiana (solo ed unicamente quando veniva attaccato) sino ad Asiago. Si spostò in agosto in Val d'Intelvi (insieme al Vega) e quindi in momentaneamente Piemonte ove venne inquadrato nella 'Divisione Xa'. Rientrato nel Veneto (a Palmanova per continuare l’addestramento) ed in Venezia Giulia, il battaglione 'N.P.' operò contro gli Slavi. Nel marzo del 1945 entrò in linea sul fronte in Romagna (per la testa di ponte necessaria per la ritirata dell’esercito tedesco) ripiegando a fine aprile per Goro fino a Venezia ove si arrese il 2 maggio, con l'onore delle armi da parte del nemico inglese. 
 Prima dell'(ignobil) 8 settembre 1943 
In vista della preparazione all’Operazione C3, ovvero il progettato sbarco sull’isola di Malta la Regia Marina predispone reparti di nuotatori e paracadutisti sabotatori il cui compito è quello di attaccare, giungendo dal mare o dal cielo, le infrastrutture portuali dell’isola, le installazioni difensive costiere e il naviglio nemico alla fonda. 
Il primo reparto a nascere è il battaglione “N” (nuotatori). Il reparto ha sede a Villa Letizia, presso Livorno. Si prevede che i nuotatori vengano trasportati in prossimità dell’isola da un mezzo avvicinatore (mas o sommergibile) e il loro compito primario, dopo essere stati avvicinati, è quello di nuotare fino agli obiettivi assegnati e di minarli con cariche esplosive subacquee magnetiche o fissabili meccanicamente agli scafi nemici. 
Oltre alle cariche di sabotaggio la dotazione di questi uomini prevede: bussola, apparecchio per la respirazione subacquea, cinghia in gomma con anelli per l’aggancio della dotazione di esplosivi contenuta in custodie impermeabili, pinne per mani e piedi e un battellino gonfiabile, detto tacchino, che può essere per quattro operatori, oppure del tipo a materassino, capace quest’ultimo di tenere a galla un solo “N”. Il vestiario comprende una muta con pantalone e camisaccio a mezza manica in gomma che viene indossata sopra un maglione di lana antiassideramento. 
L’addestramento tende a portare gli uomini ai limiti delle loro possibilità fisiche e morali. Sono previste prove di sbarco, uso degli esplosivi e soprattutto lunghe ed estenuanti nuotate. L’addestramento al nuoto, oltre che dalla fatica, viene reso ancor più impossibile dal fatto che il materiale di vestiario non è quanto di meglio si possa desiderare. Infatti, la muta in dotazione lascia filtrare l’acqua e dopo poco il maglione indossato sotto diviene zuppo. Ottime si dimostrano, invece, le pinne che, all’epoca, costituiscono una vera e propria dotazione segreta della Regia Marina. Di buona qualità si dimostrano gli ordigni esplosivi a disposizione per attaccare le navi che sono chiamati in gergo “mignatte” o “cimici ”. Questi aderiscono alla carena a mezzo di una ventosa, contengono una carica esplosiva di circa 2 kg ed hanno una spoletta ad orologeria. Oltre alle mignatte, la Regia Marina impiegherà anche i “bauletti esplosivi” che sono di maggiori dimensioni delle “cimici”, e quindi portano una carica di maggior potenza e vengono applicati dal guastatore subacqueo con due morse all’aletta di rollio della nave. 
Successivamente al reparto di nuotatori verrà costituito il battaglione “P” (Paracadutisti della Regia Marina), i cui uomini, addestrati alla Scuola di Paracadutismo di Tarquinia, troveranno alloggio in una colonia marina della Gioventù Italiana del Littorio a Porto Clementino, località distante da Tarquinia circa due chilometri. 
Lo scopo dei Paracadutisti di Marina non è solo quello di effettuare attacchi alle installazioni e alle difese portuali nemiche ma costoro hanno tra i propri obiettivi anche i bacini idrici, le dighe, le centrali elettriche, le chiuse, i ponti ed, inoltre, se ne prevede l’impiego per la costituzione di teste di ponte. 
I primi ad arrivare alla Scuola di Tarquinia, nell’ottobre ’41, sono una ventina tra marinai e sottufficiali comandati dal Ten. M. Bisanti. Il numero dei primi arrivati è piuttosto modesto in quanto nell’intendimento di Supermarina ci sarebbe di costituire un’unica compagnia di Paracadutisti. Solo in seguito, a fronte dell’elevato numero di domande per accedere al reparto, l’organico sarà portato a quello di un battaglione che viene messo al comando del tenente di Vascello Giulio Cesare Conti. Se Conti è il comandante, è da dire che il vero motore del reparto è invece il vice comandante che ne è anche il comandate operativo, ovvero il capitano del Genio Navale Nino Buttazzoni. 
Gli uomini hanno un equipaggiamento piuttosto ricco. Oltre all’elmetto con paranaso, stivaletti di lancio, ginocchiere, guanti di lancio, pistola, pugnale bombe a mano, vari tipi di esplosivo, micce e detonatori, si deve considerare che, come arma lunga, viene dato in dotazione il MAB (Moschetto Automatico Beretta) della Beretta mod 38A., dotato di più caricatori che vengono custoditi in un corpetto a gilè denominato “samurai”. 
L’addestramento dei Paracadutisti, alla pari di quello dei Nuotatori, è ostico in quanto sono previsti lanci a terra, diurni e notturni, ma soprattutto lanci in acqua. La durezza della preparazione è dettata dal fatto che bisogna preparare uomini che siano in grado, una volta arrivati in acqua, di liberarsi del paracadute, gonfiare il “tacchino”, montare su questo e raggiungere la riva. Una volta a terra, si è appena all’inizio dell’opera. Necessita raggiungere a piedi l’obiettivo, che può distare anche decine di chilometri dalla costa, e una volta eseguito il sabotaggio, c’è da fare rifare a piedi il percorso a ritroso sino alla costa per attendere il sottomarino o il MAS che dovranno riportarli a casa. Gli “N” ed i “P” confluiscono nel Reggimento San Marco che è gerarchicamente dipendente da GENERALMAS che, comandata dall’ammiraglio Aimone di Savoia Aosta, ha alle dipendenze anche la X° MAS e le Motosiluranti. Nel marzo del 1942, unità del “San Marco”, quale prova generale dell’efficacia operativa raggiunta, effettuano una articolata esercitazione a fuoco alla presenza del generale Ramke. 
MA l’Operazione C3 non verrà mai effettuata e gli splendidi reparti saranno impiegati come ordinaria fanteria. Annullata l’operazione su Malta, nel novembre 1942, I paracadutisti di Marina e gli uomini del battaglione Nuotatori, verranno impiegati come truppa presidiaria a Tolone, in seguito all’occupazione italiana di parte del sud della Francia e della Corsica. 
Alla base di Tolone, con tre treni provenienti da Livorno, giungeranno quindi, oltre a altri reparti, anche il battaglione Paracadutisti del S. Marco costituito circa da 500 uomini ed il reparto Nuotatori Guastatori composto da circa 300 elementi. 
I battaglioni Paracadutisti e Nuotatori del S. Marco saranno poi ritirati dalla Provenza nel febbraio 1943 e ridestinati in Italia. 
All’inizio del 1943, le due specialità, “N” e ”P”, verranno fuse in modo tale da poter impiegare squadre miste, comandate da un ufficiale e composte 13/15 uomini che provengono sia dai Nuotatori che dai Paracadutisti. Purtroppo, benché l’idea sia buona giungerà piuttosto in ritardo e le squadre, così composte, troveranno impiego per modeste operazioni di sabotaggio nel Nord Africa oramai completamente in mano agli anglo americani. In vista di un oramai certo sbarco sulla penisola, saranno destinate alcune squadre di NP in Sardegna e in Sicilia. Queste hanno il compito di svolgere attività antiparacadutista ma, soprattutto, a sbarco avvenuto devono farsi sorpassare dal nemico avanzante per poi effettuare azioni di disturbo attaccandolo alle spalle. In queste azioni gli NP dovrebbero rifornirsi in depositi occultati precedentemente predisposti. Mentre le squadre di NP stanziate in Sardegna non entreranno in azione, differentemente, quelle predisposte in Sicilia effettueranno attacchi ai convogli angloamericani sbarcati sull’isola.
Gli N.P. dopo l’(ignobil) 8 si settembre

(Nella foto la Bandiera di combattimento degli NP dopo l'8 settembre)
Fonte: Associazione Decima Mas- Milano

13 febbraio 2009

Dalla Segreteria Nazionale dellAss.ne di ex-combattenti della R.S.I. “ uno dicembre 1943”

Siamo al basso impero. Mai ci saremmo aspettati che da parte di un gruppo di decumani facenti capo al massone Bartolo Gallitto scaturisse una beffa atroce a carico di altri decumani, ammesso che gli autori non siano degli infiltrati nell’Ass.ne Decima MAS con lo scopo preciso di distruggere quanto ancora resta della gloriosa storia della Decima Flottiglia MAS. Infatti, distruggendo l’Associazione dei Combattenti della Decima Mas fondata dal Comandante junio Valerio Borghese, come sta attuando il massone Gallitto e i suoi complici, si vuol distruggere la testimonianza storica di quel che fu capace
La Marina da Guerra Italiana, in forza di una volontà politica maturata nelle file dove si è formato, dove ha militato l’On.le Gallitto di modo che del passato militare italiano non resti che un deserto.
In sintesi la cronistoria. L’Ass.ne Decima Mas fu fondata dal Comandante Junio Valerio Borghese e tutto ha proceduto per il meglio fino alla morte dell’ultimo Presidente Com.te Ferraro. Dopo la Presidenza Ferraro, fu eletto l’attuale Presidente Mario Bordogna, già Aiu.te del Com.te Borghese. Evidentemente il massone Gallitto riteneva che per diritto divino spettava a lui la poltrona di Presidente e così, appoggiato da un pugno di decumani a lui devoti, provoca una scissione in seno all’Associazione che di fatto diventano due : la prima con la Presidenza legale di Bordogna e la seconda di Gallitto. Quest’ultimo non è però soddisfatto e alcuni mesi or sono cita in giudizio l’Associazione Decima Mas retta da Bordogna rivendicandone la Presidenza…Un caso unico, mai verificatosi in un’Associazione di ex-combattenti, di commilitoni….Il Giudice di Bologna rigetta la domanda di Gallitto. Sempre non soddisfatto, il Signor Gallitto ha organizzato la beffa che segue pubblicata sul suo sito www.xflottigliamas.it... Il Presidente Bordogna, infermo, invia una lettera a TUTTI i decumani che si sono riuniti a Gorizia per celebrare i Caduti della Battaglia di Tarnova e accade che…si legga quanto precede, è indegno da parte di un decumano che con i suoi pochi amici presenti a Gorizia improvvisa un congresso straordinario e nomina Presidente Onorario…Mario Bordogna, che, incredibile, si trova tra quei decumani che per motivi disciplinari fu allontanato dall’Associazione di Gallitto! Un atroce sfottimento verso l’Aiu.te del Comandante Borghese….indegno di chi vanta, come Gallitto, (senza peraltro averlo mai dimostrato) di essere un decorato della decima, ma con l’unica cosa certa nella sua carriera di essere stato un leccaculo di politici che un tempo esaltavano la Decima e che oggi la considerano come il frutto del male assoluto. E Gallitto si adegua sempre alla voce del padrone; un padrone che esalta i valori dell’attuale esercito coloniale italiano e quindi l’antica Decima deve essere archiviata per sempre: e quale miglior archivista del massone Gallitto? Un’ultima definitiva considerazione prima di chiudere questa vergognosa pagina che disonora un minuscolo gruppetto di rincoglioniti vecchietti: se in un lontano passato ebbero l’onore di partecipare a scrivere una delle più belle pagine della storia d’Italia oggi non meritano neanche la pietas per i danni procurati all’immagine della Decima, maggior responsabile il quasi 90enne Onle. Cav. Gran Croce,Avvocato, ex-membro del CSM , Consigliere Comunale di Roma, ecc.ecc.Bartolo Gallitto.
Angelo Faccia- ex legionario della GNR- Div. ETNA.

Testo pubblicato nel sito di Gallitto: 
continua a leggere clickando sulla URL: lettera del dott. Mario Bordogna

08 febbraio 2009

Il fenomeno del fascismo inglese

Centomila camicie nere inglesi, uomini e donne, si radunano intorno al loro capo Sir. Osvald Mosley...E'questa una visione europera più moderna e più socialista da parte della Gran Bretagna che induce Hitler a permettere che il contingente inglese in Francia di 338.000 soldati si imbarcasse tranquillamente dalle spiagge di Dunquerke per far ritorno in Inghilterra e che poi costutuirono l'ossatura per la difesa della Gran Bretagna...MA Hitler non fece i conti con Churchill e con le lobby americane....Nè il sacrificio di Rudolf Hess, ambasciatore di pace, servì a salvare la pace d'Europa.